Beni sequestrati dalla Guardia di finanza all’imprenditore di riferimento della cosca Bagnato di Roccabernarda
ROCCABERNARDA – Il monopolio assoluto sugli appalti pubblici, i contratti trasformati in «emolumenti bimestrali» senza controlli né collaudi, e quella «spavalderia mafiosa» spinta al punto da costringere l’amministrazione comunale a far scortare gli operai persino per sostituire una lampadina. C’è tutto il pesante retroterra investigativo dell’inchiesta contro la cosca Bagnato dietro un sequestro patrimoniale antimafia eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone.
Longa manus economica del clan
Il provvedimento, emesso dalla Sezione per le Misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro su proposta del procuratore antimafia Salvatore Curcio, ha colpito l’assetto finanziario di Antonio Lonetto, imprenditore nel settore dell’installazione e manutenzione di impianti elettrici, ritenuto la longa manus economica del clan. Sigilli a tre immobili e rapporti bancari intestati o riconducibili all’uomo e ai suoi familiari, per un valore di oltre 150 mila euro.
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