Definitiva la decisione del Tribunale di Catanzaro: intimidazioni, falsi testamenti e usucapioni pilotate per impossessarsi dei fondi agricoli di Roccabernarda. Sigilli a terreni, immobili, mezzi e bestiame dopo l'indagine dei Carabinieri
A Roccabernarda (KR), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Petilia Policastro hanno dato esecuzione a provvedimenti definitivi di confisca, emessi dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, e divenuti irrevocabili a seguito della pronuncia della Corte d’Appello di Catanzaro nei confronti di esponenti della cosca di ’ndrangheta operante nel territorio di Roccabernarda, riconducibile ai “Bagnato”.
Un’indagine articolata fra il 2017 e il 2019
L’attività costituisce l’epilogo di un’articolata indagine condotta dai militari dell’Arma dei Carabinieri, sviluppata tra il 2017 e il 2019, che aveva consentito di documentare l’operatività della cosca “Bagnato” e il sistematico impossessamento di numerosi terreni agricoli nel comune di Roccabernarda. Le investigazioni hanno accertato come gli appartenenti al sodalizio criminale si appropriassero dei fondi agricoli mediante intimidazioni e minacce ai danni dei legittimi proprietari, sfruttando la forza intimidatrice derivante dall’appartenenza mafiosa e ricorrendo anche a falsi testamenti e false dichiarazioni di usucapione per conferire apparente legittimità alle acquisizioni. L’indagine era culminata il 5 dicembre 2020 con l’esecuzione di diverse misure cautelari personali nei confronti dei principali esponenti della cosca e con il contestuale sequestro preventivo di 104 terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 50 ettari, nonché di ulteriori immobili e beni mobili.









