In attesa di una nuova stagione (citazione del sindaco Biffoni) si respira un’aria diversa nel mondo di vertice dem. Che ri rispecchia nella guida dell’amministrazione comunale e viceversa. Non si può dire che sia nata una direttrice privilegiata tra sindaco riformista e vicesindaco (area Schlein), ma i rapporti paiono cambiati. Quanto profondamente ed efficacemente lo dirà il tempo, le tensioni in giunta, i problemi da risolvere nel corso del mandato. Fatto sta che tra Matteo Biffoni e Diego Blasi, quanto meno si può dire che c’è un buon clima. Un risultato già di rilievo, sottolinea chi conosce bene dinamiche di via Carraia e di palazzo comunale, perché tra i due c’era una certa diffidenza "seppur nelle stima reciproca". Una sinergia utile per far scaldare i motori della giunta, rendere meno faticoso l’avvicinamento al congresso dem in autunno, partire con il piede giusto tra numero uno e numero due. In uno scenario di reciproca necessità e scambio di opportunità. Blasi ha deleghe pesanti (immigrazione e mobilità) che possono metterlo in luce e metterlo alla prova: il sindaco ha voluto così. Il vice, oltre ad occuparsi appunto dei compiti di giunta, "ricambia" potenzialmente aprendo la strada in certi ambiti più ostici anche per l’esperienza del sindaco. Un esempio su tutti è stato il rapporto riannodato, ma che non si sa che frutti darà, con i Sudd Cobas. Domenica scorsa lungo colloquio nel tardo pomeriggio in palazzo comunale: da una parte i sindacalisti guidati da Luca Toscano, dall’altra il sindaco Matteo Biffoni e il suo vice Diego Blasi (a proposito oggi torna il tavolo guidato e voluto dalla Provincia per la vicenda Acca).
Biffoni-Blasi, più vicini. In giunta (e anche nel Pd)
Un clima diverso tra i due. Le reciproche opportunità. E le prove per il ’vice’







