Più che un campo largo di schleiniana ispirazione, un latifondo. Quello di Biffoni. È questa la fotografia che consegnano queste elezioni amministrative che hanno visto Matteo prendersi, per la terza volta, la città. Il giorno dopo le amministrative il quadro dei consiglieri eletti consegna la radiografia di un consiglio comunale saldamente in mano a Biffoni. Undici dei 32 consiglieri comunali sono della lista Pd, quella di Biffoni sindaco fa benissimo portandone a casa 7. Poi un consigliere per Avs e uno per Casa riformista, la lista trainata da Manetti. Il M5S resta a zero. Considerando i fedelissimi a Biffoni dell’omonima lista e i ‘biffoniani’ della lista Pd, è facile capire quanto il vangelo secondo Matteo sarà granitico. Pd e lista del sindaco insieme fanno il 46% dei voti di lista (totale 55,3%).
Zoommando sui consiglieri della maggioranza, guarda tutti dall’alto Marco Sapia, ex assessore e ‘sindaco’ de La Querce (844 preferenze, lista Pd). Lo segue Fulvio Barni, con 782 voti, prima di candidarsi era alla guida dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della Diocesi. Non ce l’ha fatta invece a entrare in consiglio Gabriele Bresci, 382 voti, che era segretario della Curia e presidente della cooperativa Prato Cultura, ruoli da cui si è sospeso quando si è candidato. Sul podio dei consiglieri Pd c’è poi Lorenzo Tinagli, ex presidente del consiglio comunale durante la legislatura Bugetti. Entrano anche Matilde Rosati, avvocato (e anche cantante) e Gabriele Alberti, che era stato presidente del consiglio durante il ‘Biffo-bis’. Ce la fanno anche Francesca Faggi, la preside del Livi Brunelleschi Mariagrazia Ciambellotti (ex assessore durante la prima giunta Biffoni), la giovane Arjana Salimusaj, Martina Cacciato ed Edoardo Carli, già consiglieri durante la breve legislatura Bugetti.















