Tredici multe emesse in un solo colpo per la ’modica’ cifra complessiva di duemilaseicento euro. Protagonista della salatissima sanzione amministrativa un gruppo di lavoratori bengalesi sorpreso a giocare a carte ai giardini pubblici della Spezia. Un episodio che non è passato inosservato, anzi, ha scatenato una polemica tutta politica: da un lato c’è chi si è schierato a difesa dei bengalesi inneggiando alla matrice ’razzista’ del gesto e chiedendo la revoca delle sanzioni, mentre altri hanno sostenuto la necessità di far rispettare le regole, che valgono per tutti. "Parliamo di persone che ogni giorno lavorano duramente nei cantieri navali e in altri comparti fondamentali dell’economia del territorio, contribuendo in maniera determinante alla ricchezza della città. Colpirli con multe così pesanti per un momento di socialità significa lanciare un messaggio profondamente sbagliato" commenta il segretario generale della Cgil, Luca Comiti (nella foto), il quale si appella al sindaco Peracchini affinché intervenga per revocare le sanzioni, trovando una soluzione di buon senso in modo che un episodio di semplice socialità non venga trasformato in un caso che rischierebbe di ferire il senso di giustizia e di convivenza della comunità. "Gli spazi pubblici devono essere luoghi di incontro e convivenza, non scenari in cui colpire chi, dopo una giornata di lavoro, cerca semplicemente un momento di serenità e condivisione. Il vero degrado da combattere – aggiunge Comiti – è quello dello sfruttamento del lavoro, della precarietà, delle disuguaglianze sociali e delle discriminazioni che ancora oggi colpiscono molti lavoratori stranieri. La sicurezza urbana non si costruisce prendendo di mira chi rispetta le regole e contribuisce ogni giorno, con il proprio lavoro, allo sviluppo del territorio". Di tutt’altra opinione la senatrice e segretaria della Lega, Stefania Pucciarelli: "Respingo con decisione i tentativi di trasformare questa vicenda in un caso di razzismo. In questa vicenda non c’entra la nazionalità delle persone coinvolte: c’entra esclusivamente il rispetto del regolamento comunale, che vale per tutti. Se al posto dei lavoratori stranieri ci fossero stati cittadini italiani nelle stesse condizioni, sarebbe stata applicata la medesima sanzione. I giardini pubblici – sottolinea l’onorevole – sono un patrimonio della collettività e devono essere tutelati attraverso regole precise. Delegittimare chi è chiamato a far rispettare le regole significa indebolire il principio di legalità". A richiamare a un equilibrio nei toni e nelle opinioni è, invece, don Luca Palei, direttore della Caritas spezzina e responsabile della Cittadella della Pace: "È necessario il massimo rispetto delle regole, ma credo anche che i lavoratori bengalesi abbiano agito in buona fede. Sono addolorato. Perché è gente che non naviga nell’oro e pagare quella sanzione li costringerà a fare enormi sacrifici".