Sta facendo discutere a La Spezia la maxi multa scattata nei giorni scorsi nei confronti di un gruppo di persone di origine bangladese sanzionato dalla polizia locale all'interno di un giardino pubblico cittadino. Il gruppo, in una giornata di grande caldo, si trovava sul prato del parco pubblico: alcuni riposavano, altri ne hanno approfittato per fare una partita a carte. Peccato che il regolamento comunale vieti di calpestare le aiuole e di coricarsi o bivaccare su aiuole o tappeti erbosi. Risultato? Una multa da 200 euro, a testa.Il caso ha suscitato non poche polemiche. Ad alzare la voce in queste ore due esponenti locali di Rifondazione Comunista, Luca Marchi e Massimo Lombardi. "Apprendiamo con indignazione che, la sera del 6 luglio, ai giardini pubblici della Spezia, alcune persone sono state sanzionate con una multa di 200 euro per aver giocato a carte. Se l'obiettivo dichiarato è il contrasto al degrado urbano, riteniamo che ci si stia accanendo contro chi non rappresenta alcun pericolo per la collettività, mentre restano irrisolti i problemi reali che affliggono la nostra città" affermano in una nota i due esponenti. Sul caso ha preso posizione anche il Comitato "Riconvertiamo Seafuture!", una rete di attivisti locali: "Gli agenti sostengono convinti che il degrado vada in ogni caso combattuto. Noi siamo d’accordo; riteniamo però che il degrado a cui opporsi sia quello democratico, etico, umano che la sera del 6 luglio 2026, ai giardini pubblici della Spezia, si è consumato verso chi non ha fatto nulla di male e non è nella condizione di difendersi". A ogni modo il regolamento comunale, come detto, parla chiaro: il comma 16 dell'articolo 45 vieta espressamente di calpestare le aiuole e il comma 23 sancisce il divieto di "coricarsi o bivaccare sulle aiuole e tappeti erbosi, coricarsi sulle panchine e altri manufatti utilizzandoli come giaciglio nonché sedersi sulle sponde delle panchine".