Una consulenza psicologica sull’imputato nel processo con il rito abbreviato per lo psicoterapeuta accusato di atti sessuali su almeno due pazienti, che si sono costituiti parti civili per ottenere un risarcimento dei danni. Lo ha chiesto la difesa di Matteo S., 36 anni, residente a Meda ma con studio a Seregno, imputato di violenza sessuale aggravata.

Il professionista, ancora detenuto in carcere dall’arresto avvenuto lo scorso gennaio, non si è presentato ieri all’udienza preliminare davanti alla giudice del Tribunale di Monza Angela Colella. L’uomo era stato sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato mentre violentava un paziente adolescente con problemi di disabilità cognitiva. La prima denuncia era arrivata a settembre dai genitori di un bambino della scuola elementare che, confidandosi in famiglia, aveva riferito di ’strani’ comportamenti da parte dello psicologo infantile a cui la famiglia si era rivolta per fare seguire il figlio. I carabinieri avevano quindi installato microcamere nello studio dello psicoterapeuta a Seregno con il risultato di filmare immediatamente gli atti sessuali sull’altro paziente. Erano quindi subito scattate le manette. Al 36enne sono stati sequestrati i dispositivi informatici in suo possesso, in cerca di eventuale materiale pedopornografico, che poi sarebbe stato trovato in grande quantità. Foto, video e chat che ora bisognerà vagliare per verificare se possano essere anche eventualmente riferibili a pazienti. Su queste circostanze sarà la Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che si occupa delle indagini sui presunti reati relativi alla pornografia che riguarda soggetti minorenni, a fare luce per verificare se a carico del 36enne possa aggiungersi anche questo reato.