Accusato di violenza sessuale, un posturologo di circa cinquant’anni è finito alla sbarra con l’accusa di aver palpeggiato e allungato le mani su una sua paziente. Difeso dall’avvocato Mario L’Insalata, l’imputato è stato ascoltato ieri in tribunale a Reggio davanti al collegio dei giudici presieduto da Cristina Beretti (in foto), a latere Giovanni Ghini e Greta Iori. Alle domande del pubblico ministero Piera Giannusa circa i rapporti con la paziente, che risulta avere oggi quarant’anni, così come con altre donne che si sono rivolte al suo studio, l’imputato ha detto che si era trattato sempre e solo di "spiegazioni sul funzionamento del corpo".

Interrogato a più riprese dall’accusa, l’uomo ha riferito che le sue azioni erano sempre finalizzate a risolvere un determinato problema di natura fisica e che i trattamenti effettuati sulle pazienti non miravano ad altro se non a chiarire quali fossero le migliori soluzioni da adottare. Non avrebbe mai commesso nulla di compromettente o che uscisse dai binari della professionalità: "Lavoravamo bene insieme. Niente di più" ha concluso rivolgendosi al pm. La parola passa dunque al suo avvocato, per chiarire la situazione sentimentale dell’imputato sia oggi che all’epoca dei fatti contestati: "Allora ero già fidanzato e convivevo – risponde –. Dopo un po’ di tempo ci siamo anche sposati".