HomeReggio EmiliaCronacaPestaggi in via Adua: la perizia: "Disturbo di personalità misto". La confessione: "L’ho sfregiato io"Violenza "per sconfiggere la noia" a danno di due uomini all’alba del 25 settembre scorso. Un imputato vuole farsi curare. L’altro chiede giustizia riparativa, la parte lesa: "Troppo presto".Il giudice Andrea Rat, alla prossima udienza la decisione sulla giusizia riparativaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Alessandra CodeluppiCosa scatenò la violenza improvvisa, in apparenza senza un perché, ai danni dei due cittadini violentemente picchiati all’alba del 16 settembre 2025 mentre passavano in via Adua? Secondo la Procura, i due imputati agirono "per sconfiggere la noia": da qui l’accusa di lesioni in concorso con diverse aggravanti, tra cui i motivi futili e abietti e aver causato loro conseguenze fisiche oltre i 40 giorni. Prima fu preso a calci e pugni il 37enne Manuel Setti, musicista, assistito dall’avvocato Alessandro Occhinegro. Poi toccò a un 45enne autista di Til: attraverso l’avvocato Cinzia Barbetti domanda 360mila euro per le conseguenze riportate al viso e alla gamba.
A uno dei due imputati, il 25enne Alberto Wilmer Portoreal Asencio, incensurato di origine dominicana, lo psichiatra Giuseppe Cupello, perito nominato dal tribunale, ha diagnosticato "un disturbo di personalità di tipo misto": secondo il medico, non incise sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto, ma può spiegare perché scaturì quella brutalità. Il giovane, difeso dall’avvocato Helmut Bartolini, è giudicato con il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. In udienza preliminare lo specialista ha esposto ieri il proprio elaborato: il 25enne vive "uno stato costante di tensione e iperattivazione in relazione a traumi pregressi, con conseguenti vissuti d’ansia". Per controllarla, "usa il controllo e l’evitamento, ma se questi meccanismi falliscono, può emergere un agito violento". Si parla di "combinazione di picchi di rabbia e di diffidenza" che possono portarlo "ad accumulare enormi quote di risentimento e impazienza": Asencio ha però "una totale incapacità di rielaborarle ed esprimerle a parole, portando a un accumulo di stress". Senza un canale di sfogo psicologico, ciò ha provocato "un cortocircuito comportamentale". L’imputato si trova in custodia cautelare in carcere: "Ora ha attivato un percorso con uno psicologo che inizierà nei prossimi giorni – dichiara l’avvocato Bartolini –. Prima di avanzare qualsiasi richiesta, il mio assistito intende sottoporsi una terapia per poter controllare i propri impulsi".










