PIEVE DI SOLIGO (TREVISO) - Una lettera per esprimere riconoscenza e gratitudine nei confronti delle forze dell’ordine per l’impegno e la grande professionalità dimostrati durante le indagini sulla rapina nella villa del dentista pievigino Alessandro Bubola. A scriverla Rossella Tramet, moglie del dottor Bubola, anch’essa presente in casa durante la rapina dello scorso 11 marzo a Pieve di Soligo.
Tramet ha voluto rendere pubblica la lettera, sottoscritta anche dal marito e dai figli, con l’intento di valorizzare l’intenso lavoro delle forze dell’ordine che ha portato all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre giovani gravemente indiziati di essere gli autori della violenta rapina. La lettera ha come destinatario il luogotenente Alessandro Zomparelli, al quale la famiglia Bubola aveva già rivolto un ringraziamento per l’eccellente lavoro investigativo svolto. La lettera «Desideriamo esprimere - si legge nella missiva - a nome di tutta la nostra famiglia, la più sincera gratitudine per la professionalità, la dedizione e l’umanità con cui Lei e i Suoi collaboratori avete condotto le indagini sulla rapina che abbiamo subito. Vogliamo ringraziarla per la competenza investigativa e la determinazione con le quali sono stati individuati i presunti autori della rapina, nonché per il messaggio con cui ci ha informato dell’esecuzione delle misure cautelari: non una semplice comunicazione di servizio, ma un gesto di vicinanza di cui le siamo profondamente riconoscenti». «Siamo consapevoli che il suo lavoro e quello dell’Arma dei carabinieri richiedano ogni giorno competenza - conclude -, equilibrio, coraggio e spirito di servizio. Per questo desideriamo esprimerle la nostra più profonda riconoscenza e quella dei nostri figli.La preghiamo di estendere il nostro ringraziamento a tutti i militari che hanno partecipato alle indagini e alle attività svolte con professionalità e discrezione». L’intento di rendere pubblica la lettera, come ha precisato Tramet, non deve essere interpretato come la volontà di riportare l’attenzione sulla vicenda personale della famiglia, bensì come un invito alla cittadinanza a credere nel lavoro delle forze dell’ordine e a sostenerle nella loro fondamentale missione di tutela della sicurezza delle comunità. Oltre al luogotenente Zomparelli, la famiglia pievigina ha rivolto un ringraziamento anche al pubblico ministero che segue il caso, il dottor Permunian. La famiglia Bubola ha inoltre conferito incarico all’avvocato Boris Cagnin del Foro di Treviso affinché assista e tuteli i propri interessi nelle successive fasi del procedimento penale. La riflessione Da madre, Tramet ha voluto infine rivolgere una riflessione sulla giovane età delle persone gravemente indiziate. «Una vicenda come questa - osserva - deve indurre il territorio a interrogarsi sul disagio giovanile, sui percorsi di integrazione delle seconde e terze generazioni e sulla necessità di costruire efficaci percorsi di recupero e reinserimento sociale per chi, dopo aver scontato la propria pena, dovrà poter intraprendere una vita diversa».






