I numeri.09 luglio 2026 alle 01:04

Il maxi Mondiale a 48 squadre affonda i giganti e al loro posto sorge un nuovo, Vecchio continente. Giunto ai quarti, il torneo più esteso di sempre premia l’Europa: piazzate 6 nazionali (sulle 16 qualificate) tra le 8 migliori al mondo. Tra loro due potenze in ascesa come Norvegia, Svizzera e Belgio. Già ora gli scandinavi sono al loro miglior Mondiale, mentre gli elvetici hanno eguagliato l’edizione (di casa) del 1954.

È un torneo in cui cadono i totem. Per la prima volta nella storia ai quarti non ci sono né Brasile né Germania, nuovo atto di una ritirata iniziata nel 2018 quando entrambe mancarono l’approdo alla semifinale. Un’eclissi che si somma alla scomparsa dal panorama calcistico globale dell’Italia.

Ma se la Fifa pensava che questo portasse all’exploit di Africa e Asia, Gianni Infantino è rimasto deluso. L’Asia (9 squadre qualificate) le ha perse tutte entro i sedicesimi, l’Africa (10) ha solo il Marocco: la sensazione è che la nuova suddivisione dei posti abbia sfavorito l’Europa. Che ha mantenuto il baricentro in una rinnovata geografia del calcio.

Il Brasile non è caduto sotto i colpi del Giappone o di un’africana, ma della Norvegia. La Germania, superata dal Paraguay, è stata “vendicata” dalla Francia. E la catena di eventi seguita all’esclusione dell’Italia per mano della Bosnia ha portato ai quarti il Belgio, giustiziere degli Usa che avevano sconfitto i balcanici. Le squadre ai quarti hanno vinto in tutto 7 Mondiali, numero più basso dal 1986. La più blasonata, l’Argentina a 3, è anche l’unica americana sopravvissuta (per un pelo) al confronto tra i due lati dell’oceano, concluso 6-1 per la sponda orientale.