L'Inghilterra, prima e unica finora.
La Vecchia Europa del calcio è in ritardo nella tabella di marcia verso i Mondiali 2026, e non è certo perché la nuova formula - 48 nazionali e tre Paesi ospitanti, l'America di Trump e con lei Canada e Messico - è quanto di più lontano dalla tradizione si possa immaginare.
Complice il ritardato inizio per la Nations League e forse l'equilibrio dei gironi, tutte le grandi sono a un passo dal primo posto; ma per il secondo e i play off è bagarre, invischiata anche l'Italia, unica nazionale 'illustre' a dover passare per gli spareggi L'Asia ha già quasi completato il suo quadro coprendo otto dei ventotto posti finora assegnati, l'Africa nove, il Sudamerica dal Brasile all'Argentina sei. Ci sarà le novità Capo Verde, a guidare l'Uzbekistan il ct Cannavaro, l'incognita Iran.
Ma il vero thrilling di queste qualificazioni è tutto europeo. La Uefa, nell'allargamento di 12 posti per la fase finale, ne ha ottenuti solo tre in più di prima e ora ne ha 16. Quattro saranno assegnati dai play off di marzo. Intanto, chi è certa di poter già salire sull'aereo è l'Inghilterra di Tuchel.
Quando la federcalcio londinese lo ha chiamato alla guida della nazionale dei Tre Leoni, molti hanno storto la bocca, nonostante non fosse il primo straniero: ma la storica rivalità con i tedeschi si alimenta delle sfide calcistiche. Oggi l'ex tecnico di Psg, Chelsea e Bayern ha conquistato molti, non tutti: si attendono sfide con rivali di spessore, visto che il girone è considerato molto facile. "Ma siamo dominanti e affamati", assicura lui. A punteggio pieno dopo sei partite, 18 gol fatti (una media di tre a partita) e zero subiti, Harry Keane ieri autore di una doppietta è al centro del nuovo corso, forse sbloccato dallo scudetto col Bayern che ha cancellato il tabù degli zero titoli.








