Alghero. 09 luglio 2026 alle 01:04
La telefonata sembrava arrivare davvero dalle forze dell'ordine. Una voce calma e autorevole ha convinto una pensionata di 80 anni di Alghero di essere coinvolta in un'indagine per una rapina a una gioielleria di Sassari. «L'auto usata dai malviventi è intestata a suo marito», le hanno detto, chiedendole di proseguire la conversazione sul cellulare e di lasciare il telefono fisso con la cornetta sollevata, così da impedirle di ricevere altre chiamate. Per tenerla occupata le hanno pure dettato numeri e codici da trascrivere, simulando la compilazione di un verbale. «Mi sentivo ipnotizzata», racconterà poi la donna.
Poco dopo, un uomo si è presentato alla porta qualificandosi come assistente del magistrato. Le ha chiesto di consegnare gioielli e denaro contante necessari, secondo la messinscena, per una comparazione con la refurtiva. Solo parlando con il figlio l'anziana ha capito di essere stata truffata. L'allarme ai carabinieri è stato immediato. I militari della Compagnia di Alghero hanno intercettato uno dei presunti responsabili recuperando l'intera refurtiva. La pensionata ha poi riconosciuto, attraverso alcune fotografie, l'uomo entrato nella sua abitazione. Gioielli e denaro sono stati restituiti grazie al rapido intervento dei carabinieri.








