La voce dall'altra parte del telefono era calma, autorevole. Non lasciava spazio ai dubbi. Così, in pochi minuti, una pensionata di 80 anni di Alghero si è ritrovata intrappolata in una truffa studiata nei minimi dettagli, costruita per farle credere di essere coinvolta, suo malgrado, in una delicata indagine giudiziaria.

Tutto è accaduto nella mattinata di ieri, quando il telefono fisso ha squillato. «Siamo delle forze dell'ordine e con noi c'è il magistrato. Ha saputo della rapina a una gioielleria di Sassari? Hanno utilizzato una macchina che risulta intestata a suo marito. È forse in casa?». La pensionata ha risposto che il marito non c’era. Da quel momento i truffatori hanno preso completamente il controllo della situazione.

Le hanno chiesto di proseguire la conversazione sul cellulare, lasciando però il telefono fisso con la cornetta sollevata, in modo da impedirle di ricevere altre chiamate. È una tecnica ormai collaudata: isolare la vittima e impedirle qualsiasi verifica. Mentre uno dei due interlocutori ha continuato a parlarle, l'altro si stava già dirigendo verso casa sua. Per tenerla occupata e impedirle di riflettere, le hanno dettano numeri, codici e cifre da trascrivere su un foglio, come se stesse compilando un verbale ufficiale.