E’ stato condannato a 16 anni Antonello Lovato, il titolare dell’impresa agricola dell’agro pontino che nel giugno 2024 non ha soccorso uno dei suoi lavoranti, il bracciante Satnam Singh, portato via dall’azienda e abbandonato davanti a casa con accanto il braccio che un macchinario gli aveva amputato. Sono stati i parenti dell’uomo, all’epoca, a chiamare i soccorsi, ma le sue ferite erano troppo gravi, troppo il tempo trascorso fra l’incidente e l’arrivo in ospedale, troppo grave l’emorragia.

Singh era uno dei tanti fantasmi che nell’agro pontino lavorano a nero per pochi spicci, Lovato non voleva rischiare controlli e sanzioni. Per questo, quando la macchina avvolgi-plastica ha strappato via il braccio di Singh,si è limitato a portarlo lontano dai suoi campi. Per i pm di Latina, un caso chiaro di omicidio volontario con dolo eventuale, da punire con 22 anni di carcere. Più clementi i giudici, che lo hanno punito con una condanna a 16 anni di carcere.

Per tutta la giornata, la Cgil, che dal giorno dell’incidente si è stretta attorno alla famiglia della vittima, supportando la moglie si Singh nella lunga battaglia legale, è rimasta in presidio davanti al Tribunale. “Ci siamo costituiti parte civile – ha detto il segretario Maurizio Landini arrivato in piazza nel pomeriggio – proprio perché pensiamo che sia assolutamente necessario non solo che si faccia giustizia, ma anche che emerga con chiarezza che non siamo di fronte a un caso individuale, bensì ad un sistema ed un modello di fare impresa che secondo noi va contrastato, applicando le leggi che nel nostro paese esistono".