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Antonella Sparvoli

Uno studio dimostra che l'interruzione del respiro durante la notte si manifesta in prevalenza tra chi dorme supino: oggi esistono diverse strategie per il risposo sul fianco

Russare non è sempre solo un fastidio per chi dorme accanto. In alcuni casi può essere il segnale di una sindrome delle apnee ostruttive del sonno, una condizione molto diffusa ma ancora spesso sottodiagnosticata, caratterizzata da ripetute interruzioni del respiro durante la notte. E se la terapia non chirurgica di riferimento resta la maschera a pressione positiva, più nota come Cpap, per alcune persone con forme lievi e «posizionali» potrebbe bastare anche solo cambiare modo di dormire.

Terapia posizionale A rilanciare l’attenzione sulla cosiddetta terapia posizionale è uno studio presentato al recente congresso internazionale dell’American Thoracic Society. La ricerca ha mostrato che, nelle persone con apnee che si presentano in prevalenza quando si dorme in posizione supina, dormire di lato grazie a dispositivi specifici può migliorare il disturbo anche nel lungo periodo. Dopo sei mesi di trattamento, oltre due terzi dei pazienti continuavano a dormire sul fianco e a controllare le apnee anche senza utilizzare attivamente il dispositivo. Un effetto attribuito a una sorta di rieducazione comportamentale.«Le persone russano o vanno in apnea perché le pareti della faringe e del palato molle non sono strutture rigide — spiega Lorenzo Pignataro, direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale dell’Irccs Fondazione Policlinico di Milano e professore ordinario di Otorinolaringoiatria afferente al Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dall’Università degli Studi di Milano —. Durante il sonno, il tono muscolare diminuisce e le vie aeree tendono a collassare: nel russamento le pareti vibrano, mentre nelle apnee si verificano vere e proprie pause respiratorie».