Nel mondo, circa il 30% della popolazione soffre di insonnia. Ma è davvero un problema tanto invalidante? Stephanie Romiszewski è tra le maggiori esperte britanniche nel trattamento dei disturbi del sonno e sfata i miti del riposo perfetto nel suo ultimo libro Pensa meno, dormi meglio in libreria da oggi con Vallardi. La psicologa ribalta i luoghi comuni più diffusi: un buon dormitore non è chi non si sveglia mai durante la notte, ma chi non vive il sonno con paura.

«Siamo diventati così ansiosi da trasformare il sonno in ossessione, preoccupandoci di ogni singolo aspetto, dai gadget per monitorarne le fasi alle abitudini che dovrebbero assicurarci un riposo migliore» spiega la dottoressa.Il mattino ha l'oro in bocca Ad esempio, quante volte abbiamo rinunciato a prendere un buon caffè dopo cena o persino a sorseggiare una tazza di tè al pomeriggio per paura di andare a letto con gli occhi sbarrati, senza riuscire a dormire? E invece non consideriamo che il ritmo del sonno è più influenzato da quello che facciamo la mattina appena svegli piuttosto che da ciò che beviamo o mangiamo dopo il tramonto.Alzarsi sempre alla stessa ora, esporsi subito alla luce naturale - e non a quella degli schermi dei dispositivi elettronici - e soprattutto muoversi: uscire se possibile all'aria aperta almeno per 30 minuti, o comunque svolgere un qualche tipo di attività fisica, dallo stretching agli esercizi a corpo libero, è il segreto per tenere a bada i livelli di cortisolo, ossigenare corpo e mente e garantire la giusta regolarità, anche dell'umore. Recuperare non serve a nienteUn'altra convinzione errata legata al sonno è quella del recupero. Dopo aver fatto le ore piccole, spesso si pensa che il fisico abbia bisogno di dormire più a lungo il giorno dopo, e quindi ci si impone di restare a letto. A quel punto, però, può nascere un circolo vizioso: si fatica a prendere sonno nonostante la stanchezza e ci si innervosisce, dicendo addio al necessario rilassamento. Come spiega la dottoressa Romiszewski, il corpo è già dotato di meccanismi autonomi che sono perfettamente in grado di riprogrammare il ciclo del sonno, quindi non occorre forzarsi a dormire per sentirsi meno stanchi: basta semplicemente imparare ad ascoltare il fisico e assecondarlo. Proprio per questo motivo, anche i rimedi farmacologici spesso risultano inefficaci o addirittura controproducenti.Il vero segreto, dunque, è vivere il sonno con naturalezza, senza farsi divorare dall'ansia da prestazione che sembra ormai avvolgere ogni sfera della vita. Siamo abituati a mostrarci performanti sul lavoro, nei viaggi, nelle uscite mondane, persino negli sport che pratichiamo e nei ristoranti in cui scegliamo di mangiare. Ma almeno, fra lenzuola e cuscini, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, nemmeno a noi stessi.