Il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, spiega a Fanpage.it le condizioni in cui si trova Abu Safiya, il medico arrestato a Gaza nel 2024 e detenuto senza accuse penali: “Rischia di morire in carcere per le torture e il diniego di cure mediche”.

Manifestazione in sostegno di Abu Safiya, medico palestinese detenuto in Israele

Hassam Abu Safiya è un medico di Gaza. Fino al 27 dicembre 2024 lavorava come direttore dell'ospedale Kamal Adwan, l'ultimo funzionante nel nord della Striscia. A seguito di un’operazione dell’Idf è stato arrestato e da allora si trova nel carcere israeliano di Nitzan, famoso per le sue celle sotterranee. A carico del dottore non ci sono accuse formali, non c’è quindi una data per il processo, e non sa quando e se potrà uscire.

“Siamo in contatto con il figlio, dal quale riceviamo aggiornamenti costanti. Ma quello che abbiamo appreso in questi ultimi giorni ci spaventa. L’avvocato dice che era irriconoscibile e che gli ha detto: ‘Questa può essere l'ultima volta che ci vediamo. Mi hanno portato qui, in questo sotterraneo, per uccidermi'”. A riferire a Fanpage.it la drammatica situazione di Abu Safiya è Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia. La ong in questi giorni ha diffuso un appello per chiedere la liberazione del medico e accendere l’attenzione internazionale sul caso come aveva fatto, sempre dalle pagine di Fanpage, l’associazione Physicians for Human Rights Israel, che sta seguendo la vicenda giudiziaria.