Le condizioni di salute di Hussam Abu Safiya, uno dei medici più conosciuti della Striscia di Gaza, destano crescente preoccupazione dopo un lungo periodo di detenzione in Israele senza che siano mai state formalizzate accuse né tantomeno avviato un processo a suo carico.L'avvocato Nasser Odeh, che ha potuto incontrarlo lo scorso 2 luglio, lo ha descritto un uomo profondamente provato sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Secondo il suo racconto, Abu Safiya appariva estremamente debilitato: respirava con difficoltà, parlava a fatica e non riusciva a mantenere una conversazione senza interrompersi. La sua debolezza era tale da impedirgli perfino di restare seduto a lungo, mentre in diversi momenti sembrava sul punto di perdere conoscenza. Nei giorni precedenti all'incontro, il medico era stato trasferito nel carcere di Rakefet, una struttura detentiva sotterranea situata in Israele e più volte al centro di critiche da parte di organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani per le condizioni di detenzione dei prigionieri.Secondo il legale, lo stato di salute del medico sarebbe peggiorato in modo significativo durante i circa diciotto mesi trascorsi in custodia. Odeh ha parlato di un rischio concreto per la sua sopravvivenza, sostenendo che il suo assistito necessita con urgenza di cure mediche adeguate e di un monitoraggio sanitario costante.Al momento, le autorità israeliane non hanno reso pubbliche informazioni dettagliate sulle condizioni mediche del dottor Abu Safiya né sulle motivazioni che hanno portato al prolungamento della sua detenzione senza processo, secondo quanto riferito dal suo legale.