“Mi hanno portato qui per uccidermi, questa è l'ultima volta che mi vedrai”. Sono le parole che il pediatra palestinese Hussam Abu Safiya avrebbe pronunciato al suo avvocato durante un incontro nel carcere israeliano di Nitzan. Una frase che, nelle ultime ore, ha trasformato la sua vicenda in un caso internazionale, rilanciato da organizzazioni per i diritti umani, dal mondo medico e da numerosi appelli rivolti ai governi. Abu Safiya, 52 anni, pediatra e già direttore dell'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza, è diventato uno dei volti della resistenza della sanità palestinese durante il conflitto. Per mesi è rimasto nell'ospedale, continuando a curare bambini e feriti mentre la struttura era sotto assedio e il sistema sanitario di Gaza veniva progressivamente smantellato dalla guerra. Il 27 dicembre 2024 è stato arrestato dall'esercito israeliano durante il raid che ha interessato l'ospedale Kamal Adwan. Da allora è detenuto senza che nei suoi confronti sia stato celebrato un processo. L'arresto del dottor Hussam Abu Safiya in una foto tratta dal profilo Instagram @dr.hussam73 e che ha fatto il giro del mondo

Le autorità israeliane ne hanno disposto la detenzione sulla base della legge sui cosiddetti "combattenti illegali", una normativa che consente il rinnovo della custodia senza formulare accuse formali. Israele sostiene che Abu Safiya sia affiliato ad Hamas, accusa che il medico ha sempre respinto e che non è stata tradotta in un procedimento penale. Il 16 giugno 2026 la Corte suprema israeliana ha respinto il ricorso presentato dal dottor Hussam Abu Safiya contro la sua detenzione, confermandola almeno fino a ottobre 2026.