Ospedale Kamal Adwan, a Beit Lahiya (Getty).
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Il dottor Abu Safiya cammina tra le macerie dell’ospedale di cui era il direttore, schiena dritta e camice ancora addosso. Poi, va incontro al carro armato israeliano dentro al quale scomparirà. La foto che immortala il pediatra e neonatologo Hussam Abu Safiya in mezzo a quel che resta dell’ospedale Kamal Adwan, a Beit Lahiya, è diventata uno dei simboli dell’orrore commesso dall’esercito israeliano a Gaza.
È il 27 dicembre 2024: il Kamal Adwan era l’ultimo degli ospedali rimasti ancora parzialmente funzionanti nel nord della Striscia. Dopo settimane di assedio la struttura è ormai senza acqua, medicine ed elettricità, viene colpita più volte e trecentocinquanta tra pazienti, medici e paramedici sono costretti a scappare. Il direttore Abu Safiya, come aveva già dimostrato nei mesi passati, non è disposto a lasciare la struttura dove, da quando era diventato direttore, aveva portato a vivere la sua famiglia così da poter estendere il suo tempo di lavoro in ospedale. È qui che dopo un primo raid dell’esercito israeliano il 25 ottobre 2024 viene arrestato e interrogato insieme ad altri colleghi. Al suo ritorno scopre che il figlio quindicenne è stato ucciso proprio all'esterno dello stesso ospedale che credeva lo avrebbe protetto.






