Un gruppo di ricercatori della University of Utah, afferenti al John and Marcia Price College of Engineering, ha messo a punto un nuovo approccio alla stampa 3D capace di superare uno dei limiti storici delle tecniche di stampa a strati: la formazione di giunture tra un layer e l'altro, spesso responsabili di perdite e punti di debolezza strutturale.
La tecnica, descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Communications, sfrutta una maschera su scala nanometrica che diffrange la luce laser generando un pattern olografico corrispondente alla forma desiderata, permettendo di solidificare il materiale in un'unica esposizione. L'intero processo richiede circa 20 secondi, un tempo nettamente inferiore rispetto alle ore necessarie con altri metodi di stampa basati su laser.
Rajesh Menon, professore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica
La ricerca è stata condotta da Rajesh Menon, professore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica, insieme al collaboratore di laboratorio Dajun Lin. Nel corso degli esperimenti, il team ha dimostrato la possibilità di stampare più forme in sequenza, con una modalità che ricorda il funzionamento di una linea a nastro trasportatore.










