La stampa 3D è un settore in continuo fermento e macchine come Snapmaker U1 ci avvicinano sempre più al replicatore visto più e più volte in Star Trek. Ok, forse il replicatore non arriverà in un futuro prossimo, ma per molte applicazioni una stampante 3D può fare una grande differenza sia in ufficio sia in casa. Già il fatto di poter disporre di una normale stampante è qualcosa in grado di renderci indipendenti nella creazione e costruzione di oggetti per molti aspetti della vita quotidiana, ma una stampante come Snapmaker U1 sposta l’asticella del “making” a un livello decisamente più alto, portandolo a sfidare apertamente il mondo professionale.Un salto simile si era verificato già alla presentazione delle prime stampanti capaci di stampare più materiali senza interventi esterni, ma questa stampante ha stravolto il mercato facendo apparire superate tutte le precedenti tecnologie. Capiamoci, non stiamo parlando di una novità assoluta: in ambienti professionali di soluzioni con più estrusori di stampa ce ne sono da tempo, ma nessuno aveva mai pensato di portare questa tecnologia nel mercato consumer a un prezzo confrontabile con quello di altri modelli a estrusore singolo.Multicolor o multi-toolhead, la grande differenza tra il presente e futuroUna delle prime pietre miliari del multicolore/multimateriale è stata Stratasys Objet500 Connex3, che nel 2014 ha portato questa logica in ambito professionale con tecnologia PolyJet. Nel mondo consumer a filamento, invece, il percorso è passato da soluzioni come Prusa MMU, Mosaic Palette e, più di recente, dai sistemi AMS-style resi popolari da BambuLabFino al 2024 il sistema BambuLab è stato praticamente l’unico a permettere questo tipo di stampa in ambito consumer, ma con Kobra 3 Combo Anycubic ha sparigliato le carte grazie a una stampante economica, affidabile e dotata di ACE Pro, un contenitore/essiccatore di filamenti che permetteva di stampare con quattro o più colori semplicemente collegandone più di uno in serie. Nel 2025 anche Elegoo è entrata in questo mercato annunciando un sistema simile per la propria Centauri Carbon, sdoganando definitivamente la stampa multicolore in ambito consumer.In questo mercato si innesta Snapmaker che dopo l’esperienza IDEX della J1, basata su due estrusori indipendenti, sceglie con U1 un approccio diverso: quattro teste di stampa intercambiabili, una per ciascun filamento. Questo ha, di fatto, rivoluzionato il mercato promettendo quasi zero sprechi e maggior velocità. Una sfida lanciata via Kickstarter che ha portato questa stampante a raggiungere un preorder di oltre 20 milioni di dollari.