La guerra entra in una nuova fase: l’avanzata russa rallenta, l’Ucraina colpisce sempre più in profondità e Mosca vede aumentare i costi del conflitto. Ma il rischio è che Putin scelga di alzare ulteriormente il livello dello scontro

Il massiccio attacco aereo lanciato dalla Russia contro Kyiv il primo luglio è stato presentato dal Cremlino come una dimostrazione di forza. Ma potrebbe rappresentare l’esatto contrario. Se Mosca continua a ricorrere a bombardamenti sempre più intensi contro le città ucraine è anche perché sul campo di battaglia la situazione sta diventando progressivamente meno favorevole rispetto alle aspettative di Vladimir Putin. È questa la tesi sostenuta da Jack Kennedy, responsabile di ricerca su Russia ed Eurasia presso Rand Europe, e da Jacob Parakilas, ricercatore presso lo stesso istituto, in un’analisi pubblicata da Foreign Policy, dove i due esperti suggeriscono che la guerra starebbe entrando in una nuova fase: l’Ucraina starebbe riconquistando l’iniziativa strategica grazie all’innovazione tecnologica, alla crescente capacità di colpire il territorio russo e a un nuovo modo di combattere fondato sull’impiego massiccio di sistemi senza pilota. Una dinamica che, paradossalmente, potrebbe aumentare il rischio di un’escalation da parte del Cremlino.