La sanità calabrese finisce nuovamente al centro del dibattito politico e istituzionale, scossa dai dati storici sull’assistenza ospedaliera e dalle pesanti critiche sulla gestione dei presidi territoriali. A delineare un quadro severo della situazione è Rosellina Madeo, Vicepresidente della Commissione Sanità, che mette in correlazione il depauperamento della rete ospedaliera con i ritardi strutturali dei nuovi progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il bilancio tracciato fotografa una contrazione drastica dei servizi essenziali negli ultimi tre decenni, con ripercussioni economiche e sociali pesantissime per la popolazione locale.
L’esponente istituzionale ha commentato i dati statistici evidenziando l’inefficacia delle attuali contromisure: “Il grande bluff delle Case di Comunità pesa come un macigno alla luce dei dati diffusi dall’Istat secondo cui la Calabria, negli ultimi 30 anni, ha perso il 60% dei posti letto negli ospedali”. Un ridimensionamento che, secondo Madeo, incide direttamente sulla mobilità passiva verso le altre regioni d’Italia: “Un lavoro di taglia e cuci che ha portato ad una forte contrazione dell’offerta sanitaria e che oggi ci presenta il conto di oltre 300 milioni di euro fatturato dal turismo sanitario che, secondo le stime, il prossimo anno salirà ancora di più”.








