La gestione delle risorse umane e la carenza di strumenti nei presidi sanitari della Calabria innescano un nuovo, duro scontro politico all’interno del Consiglio regionale. Il consigliere Ernesto Alecci ha sollevato un caso emblematico che riaccende i riflettori sulle criticità operative del sistema sanitario locale, contestando apertamente la narrazione della Giunta guidata dal Presidente Roberto Occhiuto in merito all’attrattività della regione per i medici e i professionisti del settore.

“Basta favole sugli appelli a tornare in Calabria! Una giovane neuropsicomotricista calabrese, rientrata dalla Lombardia per svolgere qui la sua attività, si è scontrata con la disorganizzazione della nostra Sanità. Dopo mesi di richieste inascoltate per una strumentazione adeguata per curare i piccoli pazienti, ha deciso di rientrare al Nord. Una sconfitta per tutti.” Questo è il duro incipit con cui l’esponente dell’opposizione ha sintetizzato la vicenda, basata su verifiche documentali e atti ufficiali reperiti negli ultimi giorni.

La ricostruzione della vicenda presso l’Asp di Catanzaro

La professionista in questione, dopo una consolidata esperienza lavorativa in Lombardia, aveva scelto di fare rientro nella propria terra d’origine rispondendo a un avviso pubblico e ottenendo il trasferimento per mobilità presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. L’incarico prevedeva l’assistenza e la terapia di giovani pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico, con quadri clinici anche di particolare gravità. Al momento dell’insediamento, riscontrando l’assenza di attrezzature essenziali per lo svolgimento delle terapie, la specialista ha formalizzato una richiesta per l’acquisto di materiale specialistico del valore stimato di circa 2000 euro.