A piazza del Gesù, dove Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si sono dati appuntamento, ci saranno anche loro, gli attivisti del "Movimento 7 novembre" e del "Cantiere 167 di Scampia". Sono gli eredi del movimento disoccupati organizzati. “Il contesto e i protagonisti sono diversi, ma sicuramente c’è un filo rosso, un legame profondo. A Napoli è lunga la tradizione di lotte per il lavoro esattamente come a Roma lo è per il movimento per la casa”, dice Eddy Sorge, 36 anni, laurea in Scienze politiche alla Federico II. In piazza, precisa lui, ci sarà prima di tutto come tirocinante, beffato come altre 1156 persone dalle bizze di una burocrazia che oggi come negli anni ’70 non lascia scampo.

Sul loro cammino si sono trovati il ministero del Lavoro, rappresentato nel caso di specie da Claudio Durigon, sottosegretario leghista. “Nessuno vuole revocare il progetto – dice Durigon – ma le verifiche amministrative sono necessarie perché possa realizzarsi nella piena legittimità, senza esporre né i beneficiari né i funzionari a possibili contestazioni future".

I disoccupati non ci stanno. “Ognuno di noi ha firmato un contratto, in virtù del quale molti hanno anche acconsentito a ricalcolare l’assegno di inclusione. Ora ci troviamo senza tirocinio, senza assegno. Pensavamo di poter avviare l’inserimento in una realtà lavorativa e invece siamo messi peggio di come stavamo prima”, dice Sorge a Huffpost.