ROMA – Tornano a salire i prezzi del petrolio dopo che gli Usa hanno lanciato una serie di attacchi contro l'Iran, in risposta alle azioni attribuite a Teheran contro tre navi nello stretto di Hormuz, e che hanno ripristinato le sanzioni economiche sul petrolio iraniano. Elementi che alimentano i timori che la fragile tregua tra i due paesi stia vacillando e che le forniture energetiche dal medio oriente possano subire nuove interruzioni. Il wti con scadenza agosto viaggia in rialzo del 3,09% a 72,62 dollari al barile; su anche il Brent a 76,55 dollari (+3,22%). Balzo di quasi il 10% del gas ad Amsterdam che si attesta a 48,43 euro al megawattora

Poco mosse le quotazioni dell'oro a 4.100 dollari l'oncia

Poco mosse le quotazioni dell'oro, in leggero rialzo sui mercati asiatici, a 4.100 dollari l'oncia, dopo una sessione precedente in calo. Il future agosto 2026 segna al momento un leggero calo, -0,48%, a 4.136 dollari. I nuovi scontri tra Usa e Iran nello stretto di Hormuz avrebbero spinto alla cautela per i possibili effetti a catena sui prezzi dell'energia quindi sulle mosse della Fed che, di conseguenza, potrebbe mantenere più a lungo tassi più alti

Europa verso avvio debole con attacchi Iran e timori su tech