"Un intervento difficile e complesso": così Silvio Martini, capostazione del Soccorso alpino della Valcellina e Sergio Buricelli CnSas Fvg, riassumono l’operazione che ha riportato a casa Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi. "Non conoscevamo con precisione il loro itinerario, e i percorsi possibili in quella zona erano molti: la ricerca si è estesa su un’area vastissima, coperta a fatica con squadre a piedi e sorvoli in elicottero". Un dispiegamento imponente, in una zona a cavallo tra Veneto e Friuli. All’operazione hanno preso parte il Soccorso alpino di entrambe le regioni, i carabinieri, i vigili del fuoco e la Guardia di Finanza, con i rispettivi mezzi aerei e le squadre di terra. Dai soccorritori arriva anche un riconoscimento per i due escursionisti. Pur non essendo pienamente informati sulle condizioni del percorso, spiegano le fonti, si sono dimostrati preparati e lucidi: fermarsi e restare sul posto, invece di avventurarsi su un tracciato pericoloso, è stata la scelta giusta, quella che con ogni probabilità ha permesso loro di resistere fino all’arrivo dei soccorsi. Sono stati bravi, è il commento che filtra dalle squadre: gente allenata, capace di gestire la fatica e la paura senza farsi prendere dal panico.