HomeMilanoCronacaCaregiver, l’amarezza di Gherta. Ignorata la mia battaglia per i dirittiRaccolta firme e lettere alle istituzioni per concedere la pensione anticipata a chi cura familiari disabili "Io, madre di Chiara, 18 anni tra due giorni e affetta da tetraparesi spastica, potrò ritirarmi solo tra 10 anni".Mamma Gherta Araboldi e la sua Chiara, che compirà 18 anni tra due giorniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciL’anno scorso la sua storia, simile a quella di altre migliaia di famiglie, aveva sollevato il dibattito sulla necessità di riconoscere e supportare i caregiver familiari di disabili. Aveva scritto al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e al ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Aveva promosso una raccolta di firme che era stata sottoscritta da oltre 22mila persone per chiedere la pensione anticipata con 30 anni di contributi per genitori single con i figli disabili. Risultato? "Non è stato fatto nulla per riconoscere il ruolo dei caregiver familiari, per aiutare noi genitori che quotidianamente ci occupiamo di figli con gravi disabilità, o meglio è stata approvato un disegno legge che non risolve il problema e mette a disposizione poche risorse, 400 euro ogni due mesi e con un reddito Isee molto basso", racconta Gherta Araboldi, 52 anni, mamma di Chiara, 18 anni tra due giorni, affetta da tetraparesi spastica. E così la mamma di Cesate ha deciso di riprendere la battaglia per sensibilizzare l’opinione pubblica e il Governo.