Il suo ultimo album è una raccolta di canzoni natalizie decisamente fuori stagione, così lo spettacolo che Joss Stone porta il 16 luglio sul palco del di Jazz Open Modena – tra le suggestioni e i colori di una serata che vede in scena Jamie Cullum – inizia con un medley disco più in clima con queste notti di luglio. Tuffo sul dancefloor che allarga la tavolozza cromatica di un festival impreziosito pure dalle presenze in piazza Roma di Diana Krall e Gregory Porter il 13, Moby il 14, Parov Stelar e Meute il 15, Luca Carboni il 17 e Jean-Michel Jarre il 18. "La scelta è dovuta al desiderio di dare subito ritmo alla serata, ma anche al fatto sto scrivendo un album disco" racconta la trentanovenne cantautrice e attrice di Dover, all’anagrafe Joscelyn Eve Stoker. "Questo tour per me è una specie di test: voglio vedere se la gente ha voglia di ballare, se il genere piace. Se il pubblico reagisce con entusiasmo, so che sto facendo la cosa giusta. In fondo la ‘disco’ è musica soul, solo più veloce; ho iniziato ad ascoltarla perché volevo qualcosa di ritmato per ballare in cucina con i miei figli".
Lei ha conosciuto il grande successo a soli 16 anni. Pensa di aver perso qualche sogno dell’età?














