L’ex designatore della Can Gianluca Rocchi ha deciso di intervenire nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge il mondo arbitrale italiano, presentandosi spontaneamente davanti ai magistrati della Procura di Milano per fornire la propria versione dei fatti. Rocchi, assistito dai suoi legali, ha ribadito la propria estraneità alle contestazioni investigative e ha negato qualsiasi ipotesi di condizionamento delle decisioni arbitrali o di accordi finalizzati a favorire una squadra.

Il confronto con i magistrati milanesi

L’ex arbitro internazionale ha scelto di abbandonare la linea del silenzio adottata nei mesi precedenti e ha risposto alle domande degli inquirenti. Secondo quanto riferito, Rocchi avrebbe respinto con decisione l’ipotesi di una frode sportiva, sostenendo che non vi sarebbe stata alcuna combine a favore dell’Inter né alcuna pressione nei confronti degli operatori del Var. La sua posizione punta quindi a chiarire il ruolo avuto nelle vicende oggetto dell’indagine.

Le ipotesi investigative sulle designazioni arbitrali

L’inchiesta della Procura di Milano riguarda presunte irregolarità nella gestione delle designazioni arbitrali relative ad alcune partite della stagione 2024/2025. Gli investigatori stanno analizzando, tra gli altri aspetti, alcune scelte effettuate per gare considerate rilevanti e il presunto condizionamento delle valutazioni della sala Var di Lissone.