di

Aldo Cazzullo

La partita contro l'Egitto ha mostrato, ancora una volta, perché il 10 dell'Argentina è il più grande di tutti i tempi

DAL NOSTRO INVIATONEW YORK - Non poteva finire così. E infatti non è finita.Il più grande calciatore di tutti i tempi non poteva uscire di scena con un rigore sbagliato. Perché purtroppo non ha del tutto ragione Francesco De Gregori, quando canta che non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Quando Messi ha tirato fiacco il penalty del possibile pareggio, in un ottavo che si andava rivelando drammatico, un po’ tutti abbiamo pensato al rigore che aveva sbagliato contro l’Austria; ma subito si era riscattato con una doppietta.

La partita con l’Egitto pareva stregata, e Messi irriconoscibile. Poi, quando tutto sembrava finito, quando i suoi compagni più giovani parevano annichiliti, il quasi quarantenne prima ha servito a Romero l’assist del primo gol, poi si è involato sulla destra, ha aperto la difesa egiziana come il Mar Rosso, e ha messo in mezzo una palla che Lautaro ha sciupato in una maniera che per rispetto degli interisti preferiamo non definire. Ma la sorte aveva in serbo un’altra possibilità. E Messi l’ha colta appieno, con quel sinistro di controbalzo che ha allargato il cuore di chi ama il calcio nel mondo intero. Poi il suo lungo pianto è parso infinito, così com’è infinito questo campione.