A Kansas City il calcio non si è limitato ad aggiornare i propri annali: li ha riscritti, con la lucidità e la ferocia tecnica riservate ai predestinati.

Nella notte Lionel Messi ha inaugurato il cammino iridato dell’Argentina campione in carica con una prova monumentale: una tripletta che ha steso l’Algeria 3-0.

Non una semplice gara, ma un crocevia di primati e cifre impressionanti. Esattamente vent’anni dopo il primo gol mondiale contro la Serbia e Montenegro nel 2006, un Messi ormai prossimo ai 39 anni ha mostrato una grandezza refrattaria allo scorrere del tempo. Con l’ingresso in campo, il fuoriclasse rosarino ha toccato la presenza numero 60 ai Mondiali (un primato assoluto) e la duecentesima partita con la nazionale maggiore.

Poi i tre sigilli, al 14’, al 60’ e al 76’, con cui la “Pulce” ha raggiunto quota 16 reti nelle fasi finali, eguagliando il leggendario record all-time di Miroslav Klose.

Come se non bastasse, si è affiancato a Cristiano Ronaldo nel ristrettissimo club dei calciatori capaci di andare a segno in cinque edizioni diverse della Coppa del Mondo.