Serviva un'impresa. L'Argentina l'ha costruita con il cuore, con il talento e con quella mentalità che da sempre accompagna le grandi squadre. Sotto di due reti contro un Egitto praticamente perfetto per oltre un'ora di gioco, l'Albiceleste sembrava a un passo da una clamorosa eliminazione. Poi è successo l'impensabile: la squadra sudamericana ha reagito con una forza d'animo straordinaria, ha ribaltato ogni pronostico prendendosi i quarti di finale al termine di una rimonta destinata a entrare nella storia del Mondiale.

La serata si era trasformata in un incubo. L'Egitto colpisce due volte con cinismo, difende con ordine e costringe gli argentini a inseguire. Come se non bastasse nel primo tempo, con gli egiziano avanti, arriva anche l'episodio che poteva spegnere speranze e umore della Selección: il calcio di rigore che potrebbe impattare la gara viene fallito da Lionel Messi. Un errore pesantissimo, che avrebbe potuto consegnare l' 1-1 e cambiare il volto dell'incontro già in quel momento.

Eppure è proprio lì che nasce la vera grandezza dell'Argentina. Nessuno abbassa la testa. Nessuno smette di crederci. La squadra continua ad attaccare con lucidità, aumenta il ritmo del palleggio, alza il baricentro e schiaccia gli egiziani nella propria metà campo. È la dimostrazione di un gruppo che non dipende da un singolo episodio, nemmeno quando il protagonista è il giocatore più rappresentativo.