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Aldo Cazzullo

Da bambino era già un fuoriclasse ma sempre emarginato dai compagni. Da sempre lo accompagna la nostalgia per Rosario, la sua città

DAL NOSTRO INVIATONEW YORK - I paragoni ormai sono irrispettosi. Maradona è un mito ribelle. Pelé vinse tre Mondiali. Ronaldo resterà per sempre CR7. Mbappé batterà il suo record di gol ai Mondiali, magari già tra pochi giorni.

Ma Leo Messi, anzi Lio come lo chiamano gli argentini, 39 anni domani, è il più grande calciatore di tutti i tempi.La sua fortuna, lunedì ad Arlington, Texas, è stata aver sbagliato il rigore. Da allora ha giocato con una rabbia che non gli si vedeva da tempo. Il secondo gol, al 94esimo, lo ha impostato, lo ha rifinito, lo ha ribadito in rete. Poi ha esultato come un ragazzino. Da sempre leva le braccia al cielo, per salutare nonna Celia, che lo portava agli allenamenti: «Fate giocare il piccolo!».