Nelle ultime settimane è stata molto commentata la notizia secondo cui Universal, la società che distribuisce Odissea di Christopher Nolan, non avrebbe organizzato i cosiddetti “word of mouth screenings”, cioè le proiezioni anticipate dedicate a influencer e creator che da anni si fanno per far parlare dei film sui social media prima che escano. La notizia è stata molto commentata e raccontata dai giornali, principalmente perché quel tipo di proiezioni anticipate sono state per anni un’esclusiva dei giornalisti e dei critici. Ma anche perchè, al di là dei conflitti di settore, sempre di più si parla di come la promozione fatta da chi ha molto seguito possa creare eccessive aspettative negli spettatori e quindi diventare più dannosa che altro per i film.
In realtà poi nel caso di Odissea le cose sono andate un po’ come sempre. Negli Stati Uniti un gruppo selezionato di influencer e content creator ha comunque avuto l’occasione di vedere il film in anticipo, non nelle consuete proiezioni dedicate, quelle che Universal aveva dichiarato che non avrebbe fatto, ma insieme alla stampa di settore prima delle interviste ad attori e regista. Negli ultimi giorni hanno pubblicato i loro commenti, che come spesso capita sono stati molto positivi. La questione quindi rimane.









