Sutrio (Udine), 7 lug. (askanews) – C’è un modo molto semplice per capire Sutrio: qui l’albergo è il paese stesso. La reception è una porta d’ingresso. Poi l’ospitalità si sparpaglia tra le case di pietra e legno, i vicoli lastricati, i ballatoi, le scale, i cortili. Borgo Soandri, albergo diffuso nato nel 2000, funziona così: appartamenti recuperati nel borgo, una regia centrale, servizi comuni, convenzioni con ristoranti, negozi, produttori e guide. Per andare a dormire attraversi un pezzo di paese. Per andare a cena, un altro. Alla fine, volente o nolente, prendi il passo del posto. Sutrio sta sotto lo Zoncolan, nel cuore della Carnia, con una bellezza che si gusta attraverso la pazienza e la voglia di scoprire.

Lo spiega bene Enzo Marsilio, ex consigliere ed ex assessore regionale, che su quel modello ha lavorato: ‘L’idea non era fare un albergo con delle dépendance, ma un paese-albergo, un progetto di comunità’. Il turista, dice, dovrebbe ‘vivere la quotidianità della comunità, le cose che nel paese si fanno normalmente’: persino l’aperitivo al bar diventa un piccolo rito di appartenenza. Con quel tajut, il bicchiere di bianco friulano — eccellente — che qui costa un terzo rispetto a Milano.