BELLUNO/TRENTO - Spopolamento. Una parola che è triste refrain per tanti paesi della nostra montagna. Ma c'è chi ce la fa ad andare controcorrente, tanto da diventare riferimento per chi, anche in provincia di Belluno, magari qualche suggerimento prova a intravederlo: capire le buone pratiche, infatti, è già un buon punto di partenza. A Sagron Mis (Trento), appena al di là di passo Cereda, verrà raccontata la storia del Comune di Ostana, in provincia di Cuneo, passato da 5 abitanti stabili a 90. Il paese alpino si trova a quota 1.250 metri ed è un esempio di rigenerazione e rinascita, tant'è che il sindaco (ma già primo cittadino nel 1985) Giacomo Lombardo verrà premiato domani come "personaggio dell'anno 2025" all'interno del Festival diretto dallo storico dell'alpinismo Alessandro Gogna e a margine del dibattito su "Permanenza umana sulle terre alte". Ostana, dopo aver sfiorato lo spopolamento totale negli anni Ottanta, è riuscito a ripopolarsi grazie a un progetto che ha puntato sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale, sul turismo sostenibile e sulla creazione di nuove opportunità lavorative.

Il declino del paese ai piedi del Monviso di 14 chilometri quadrati è stato progressivo, partito agli inizi del Novecento: al tempo Ostana contava quasi 1.500 abitanti, un numero sceso drasticamente nel corso dei decenni a causa dell'emigrazione di massa verso le città. Torino, come immaginabile, era la meta preferita. Il cambio di passo ha preso il via quarant'anni fa quando il Comune ha fatto la conta: pochissimi residenti e la concretezza del rischio di scomparsa definitiva del paese che, come accade anche nella parte alta della provincia di Belluno, si compone di tante frazioni: ben dieci. Ecco che nel 1985 è partito un processo di rigenerazione basata sul recupero e la ristrutturazione dell'esistente: è nata, per esempio, una fattoria didattica e una parete per l'arrampicata. Si sono insediate nuove famiglie, con bambini, attratte anche dal diverso ritmo di vita, meno frettoloso. È Alessandro Gogna, alpinista con la cultura delle montagna, a creare il legame con il territorio bellunese: «Sagron, geograficamente parlando, fa parte del Bellunese grazie al torrente Mis». Contro lo spopolamento ecco i suoi suggerimenti: «Importante è accogliere, senza ostracismi, il "forestiero", che sia la persona o la famiglia, che vuole intraprendere un percorso di vita e di lavoro in territorio montano». Gogna precisa di non parlare né da tecnico né da sociologo: «Questo è quello che ha fatto il sindaco ad Ostana: in accordo con la giunta aveva stabilito che l'avvenire del paese e il ripopolamento doveva dipendere dalla rimessa a nuovo di costruzioni già esistenti ma abbandonate. Poi hanno favorito in tutti i modi, burocratici e anche economici, i proprietari degli immobili recuperati. Certo occorre una visione a lungo termine».