Nelle ore del vertice Nato in corso ad Ankara, buona parte dei riflettori resta puntata su Donald Trump e sul fastidio che il presidente statunitense mostra sempre più apertamente, sia per l'Alleanza sia per gli alleati.
Eppure, nonostante la capacità di Trump di catalizzare l'attenzione, il ruolo chiave nel dibattito delle prossime ore spetta a Volodymyr Zelensky: il leader di un Paese che della Nato non fa nemmeno parte, ma attorno al cui destino ruota buona parte del presente e del futuro dell'Alleanza stessa. È sui campi di battaglia ucraini, infatti, che la tenuta della Nato è stata messa alla prova negli ultimi anni, ed è probabilmente a Kiev e dintorni che prenderà forma l'Alleanza dei prossimi anni, qualunque cosa le riservi il futuro disegnato da Trump.
Il ruolo di Kiev nella Nato che verrà è stato reso esplicito dallo stesso Zelensky, invitato al summit, che si è rivolto alla platea toccando due temi: da un lato la consueta richiesta di aiuto; dall'altro – ed è la novità di quest'anno – la possibilità per l'Ucraina di offrirne.
L'appello per le difese aeree Nel corso del suo intervento al summit, Zelensky ha chiesto un consistente rafforzamento delle difese aeree per il proprio Paese: "Siamo in grado di fare tutto il resto da soli, ma quando si tratta di difesa aerea abbiamo bisogno della determinazione dei nostri partner", ha detto il presidente ucraino.











