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Il sostegno all'Ucraina, il rafforzamento del pilastro europeo della Nato, il nodo delle spese per la difesa e l'incognita rappresentata dal presidente americano Donald Trump dominano il vertice dell'Alleanza al via ad Ankara. Sullo sfondo anche il dossier Iran, il futuro della presenza militare Usa in Europa e la volontà della Turchia di rafforzare il proprio peso geopolitico. Alla vigilia del summit, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha lanciato un appello agli alleati. "È di fondamentale importanza che il mondo, in primo luogo gli Stati Uniti e i nostri partner europei, esca dal vertice con decisioni forti a sostegno della nostra difesa aerea", ha scritto su X, chiedendo nuovi sistemi Patriot e missili intercettori.
Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito che "l'Ucraina ha urgente bisogno di ulteriori sistemi di difesa aerea", ricordando l'erogazione dei primi 4 miliardi del prestito europeo da 90 miliardi e l'imminente varo del 21esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha chiesto agli alleati "piani chiari, concreti e credibili" per raggiungere gli obiettivi di spesa concordati. "Tutti devono fare la loro parte affinché il sostegno all'Ucraina continui", ha affermato, sottolineando che gli europei e il Canada stanno già investendo in media il 4% del Pil in difesa e sicurezza. Secondo Rutte, è inoltre necessario riequilibrare il rapporto con Washington: "Non era sostenibile che gli Stati Uniti sostenessero quasi da soli la difesa europea".










