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Vladimir Putin vorrà anche la pace, come dice Donald Trump, però intanto sta martellando violentemente Kiev con droni e missili, proprio alla vigilia del vertice Nato di Ankara – il «summit della verità», stando a diversi diplomatici alleati. È sempre così. Non appena si profila all'orizzonte un incontro chiave, lo zar trova il modo di parlare a lungo con The Donald, nell'evidente tentativo di mesmerizzarlo. Ultimamente, va detto, sembra riuscirci sempre meno.«Putin vuole finire la guerra, lo vuole fortemente», ha però assicurato il tycoon dallo studio ovale. «E anche Zelensky, ne parleremo a Ankara». Si vedrà. Gli europei sono molto scettici al riguardo e vanno dritti per la loro strada. Ovvero sostenere Kiev, senza se e senza ma, con qualche screzio, tuttavia, tra chi paga più di altri il conto.Zelensky ad Ankara con «le carte in mano»
L'Ucraina sarà uno degli argomenti che gli alleati tratteranno nella capitale turca, com'era prevedibile e previsto, sfruttando la presenza di Volodymyr Zelensky, sia alla cena dei leader di martedì sera al palazzo presidenziale sia nell'ambito dei vari bilaterali previsti, uno su tutti quello con Trump al termine del Consiglio Atlantico. Il mood d'altra parte è cambiato. Ora il leader ucraino le carte ce le ha: i suoi droni volano a migliaia di chilometri di distanza, carichi di esplosivi, e fanno saltare in aria le raffinerie russe.













