Da un lato, c’è la telefonata di quasi un’ora e mezza che il presidente russo Vladimir Putin ha fatto al suo omologo americano Donald Trump, con il pretesto del 250° anniversario degli Stati Uniti d’America. Una conversazione "sostanziale e costruttiva" – ha fatto sapere il Cremlino – durante la quale i due leader hanno parlato della situazione in Ucraina, tenendo conto “dell'imminente partecipazione di Trump al vertice Nato in Turchia”. Dall’altro lato, ci sono le minacce che Mosca rivolge a Varsavia, per bocca del portavoce presidenziale Dmitrij Peskov: la Polonia "ha già messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all'Ucraina", e il ministero della Difesa russo "ha già pubblicato gli indirizzi di tali impianti", motivo per cui "Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza”. In mezzo, c’è tutta la distanza che separa gli Stati Uniti di Trump – vogliosi di prendere le distanze, se non per guadagnare, da una guerra lontana – da un’Europa chiamata a farsi carico del peso economico e politico di una guerra che da quasi quattro anni e mezzo insanguina il suolo europeo.
Secondo il resoconto russo della telefonata – la quarta dall’inizio dell’anno – Putin ha fornito a Trump una "valutazione accurata" degli eventi sul campo di battaglia, registrando la “continua assistenza” fornita dagli inviati speciali americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che sarebbero “pronti a visitare Mosca”. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha telefonato a Trump per gli auguri del 4 luglio, ma non sono state diffuse informazioni riguardo ai contenuti e alla durata del colloquio, definito comunque “molto positivo” dal leader ucraino. I due, del resto, si incontreranno personalmente ad Ankara il 7 e l’8 luglio, sebbene – per non irritare la delegazione statunitense e favorire la ripresa del dossier negoziale da parte di Trump – la leadership di Zelensky verrà mantenuta parzialmente in secondo piano, escludendolo dalle sessioni principali del summit e relegando la sua presenza ai tavoli di lavoro bilaterali (come il Consiglio Nato-Ucraina) e alla cena ufficiale dei leader.









