Nessuno ha mai davvero festeggiato. La multiproprietà è sempre stata vista come un pericoloso mostro che prima o poi avrebbe mostrato i suoi poteri oscuri. Eppure, il rapporto tra la città del pallone e la famiglia De Laurentiis ha vissuto certamente momenti migliori prima di precipitare all'attuale punto di non ritorno. In fondo, non fu soltanto l'ex sindaco Antonio Decaro (ora Governatore della Puglia) ad individuare nella Filmauro quantomeno una garanzia di pronta risalita dopo il fallimento del 2018. Così come nessuno dimentica la solenne promessa di Aurelio De Laurentiis al momento dell'acquisizione del club biancorosso: «L'obiettivo è riportare il Bari in A il prima possibile».
La squadra ripartì dalla serie D, vinse immediatamente il campionato tornando tra i professionisti. Nel triennio di C, l'obiettivo dichiarato fu sempre la promozione: malgrado il Covid, i biancorossi arrivarono subito in finale playoff per la B perdendo con la Reggiana nel luglio 2020. Peggio andò nella stagione successiva con il quarto posto e l'eliminazione al primo turno della fase nazionale dei playoff. Quindi, finalmente il ritorno tra i cadetti nel 2021 con la vittoria del campionato e l'apoteosi nelle strade del centro e in un San Nicola che cominciava a ripopolarsi. Un'escalation che proseguì pure in B: una stagione esaltante scandita dai ripetuti record di pubblico terminò solo con la «maledetta» finale persa con il Cagliari l'11 giugno 2023, davanti al primato di affluenza di ogni tempo registrato nell'astronave progettata da Renzo Piano. Ecco il punto di non ritorno.












