Taranto. La stagione dei De Laurentiis a Bari deve finire. E con essa deve finire anche l’anomalia della multiproprietà. Lo chiedono da tempo i tifosi, lo ha chiesto il sindaco Vito Leccese e da ieri, su questa crisi, si è innestato anche un fatto giudiziario pesantissimo: la procura di Bari, guidata da Roberto Rossi, ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, il vecchio fallimento, per la SSC Bari. Non siamo davanti a una sentenza, né a un rinvio a giudizio, ma a un’inchiesta ancora nella sua fase iniziale. Tuttavia le perquisizioni della Guardia di Finanza e l’iscrizione nel registro degli indagati di Luigi e Aurelio De Laurentiis per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta aprono una fase nuova. Secondo l’ipotesi della procura, la crisi finanziaria del club si sarebbe aggravata fino a far emergere uno stato di insolvenza, reso ancora più evidente dopo la retrocessione in Serie C, maturata il 22 maggio scorso a seguito dello 0-0 nel ritorno dei playout contro il Südtirol. Una prima consulenza tecnica sui bilanci dei biancorossi dal 2019 al 2024 era stata depositata presso gli uffici della Procura di Bari il 26 gennaio, per poi essere integrata a maggio dello stesso anno con i dati contabili del 2025 e con gli effetti economici della discesa in terza serie, compresa la svalutazione del marchio. Secondo le relazioni dei consulenti, il patrimonio netto della SSC Bari sarebbe diventato cronicamente negativo a partire dal 2022, a causa di perdite sistemiche e ininterrotte registrate fin dal 2019. Dentro questo quadro, la procura individua un passaggio chiave nella plusvalenza legata alla cessione del portiere Elia Caprile. Caprile fu ceduto dal Bari al Napoli per poco più di due milioni dopo la stagione 2022-2023, quella in cui il Bari, perdendo la finale playoff contro il Cagliari, abbandonò il sogno del ritorno in Serie A. Nell’estate 2025 Caprile sarebbe poi stato ceduto ai sardi per 8 milioni di euro, con una plusvalenza netta di circa 7 milioni incassata dal Napoli. Tra le due cessioni, però, intercorrono due stagioni giocate in Serie A, con Empoli e Cagliari, che potrebbero aver contribuito a modificare il valore del cartellino. Per dimostrare in sede giudiziaria uno scostamento significativo dal valore reale, sarà decisivo capire se esistessero offerte effettive da parte di società terze a un prezzo più alto. Il dato politico, però, è ormai chiaro. L’iniziativa giudiziaria si inserisce in un clima cittadino già ostile alla proprietà. Eppure nel 2018 fu l’allora sindaco Antonio Decaro a chiedere ai De Laurentiis di prendersi il Bari, affidando loro anche lo stadio San Nicola in gestione gratuita. In cambio c’era una promessa, mai mantenuta: riportare il club in pochi anni in Serie A e poi vendere. Una stagione dopo l’altra, il Bari è passato dal sogno della A alla retrocessione in C. L’assegnazione ai De Laurentiis si è rivelata un fallimento. Luigi è finito sotto scorta per presunte minacce di morte. A maggio 2026 scade la concessione dello stadio. Il Consiglio comunale di Bari ha deciso all’unanimità che la futura concessione non sarà più gratuita: il nuovo gestore dovrà corrispondere al Comune un canone. E’ un cambio di passo importante per la città.Si racconta che Aurelio De Laurentiis si sia lamentato con i suoi collaboratori per il fatto che chi nel 2018 li aveva quasi implorati di prendersi il Bari ora sembri assecondare una piazza sempre più ostile. Il bando di concessione è stato pubblicato ad aprile e ha ricevuto una sola offerta, proprio quella della SSC Bari. La procedura di aggiudicazione, però, è ferma perché pende al Tar un ricorso della società Lucente, che ha chiesto la sospensiva. Proprio ieri si è svolta l’udienza. Nel frattempo, per consentire lo svolgimento dei concerti estivi, il Comune ha accordato alla SSC Bari un comodato d’uso temporaneo fino al 13 luglio, dietro il pagamento di 300 mila euro. Ora la procura entra nella vicenda con un’iniziativa destinata ad avere conseguenze pesanti. E la città di Bari, in tutte le sue componenti, sembra reagire in modo compatto: per molti la stagione dei De Laurentiis deve chiudersi. Con le buone, cioè con una vendita ordinata. Prima che siano le cattive, sportive, finanziarie o giudiziarie, a scrivere l’ultimo capitolo.
Così la politica surfa sull’indagine contro De Laurentiis e il suo Bari
La città è compatta nel chiedere a gran voce il termine della presidenza e della multiproprietà. Proposte dall'allora sindaco Decaro e risultate in un fallimento











