«In estate ridurremo i cantieri lungo corso Francia e quindi i disagi del traffico tra Collegno e Rivoli». Il presidente di Infra.To Bernardino Chiaia aveva promesso così, lo scorso 6 maggio in Comune, una parziale liberazione di corso Francia «entro l'estate» dal cantiere per il prolungamento della Metro 1 verso Rivoli ormai in strada da otto anni. Ma ieri, dopo il grido di allarme dei commercianti lanciato da La Stampa, sul tema è arrivata una doccia gelata: la riapertura delle corsie di corso Francia tra Collegno e Rivoli slitta a data da destinarsi. Perché non vengono rimossi i carroponti del cantiere della Metro 1 Al centro di tutto ci sono i due carroponti che da anni svettano su corso Francia. Il primo all'altezza della futura fermata di Collegno Centro. Il secondo nel tratto di corso Francia vicino alla futura stazione di Cascine Vica. Chiaia prima dà una buona notizia: le due gru a ponte «possono essere rimosse, non sono più necessarie per completare i lavori». Corso Francia, quindi, può essere liberato. E Infra.To avrebbe anche trovato gli acquirenti per le vecchie gru. Ma qui arriva la doccia gelata: «I tempi per rimuoverle sono imprevedibili», aggiunge Chiaia. Tutto dipende dalla procedura fallimentare della ditta Ici spa, incaricata dal 2019 di realizzare il prolungamento della Metro 1 oggi verso il fallimento. Il tribunale di Roma, la scorsa settimana, ha respinto il suo piano di concordato. Da qui la certezza di dover indire una nuova gara per trovare una ditta che concluda i lavori. Ma il fallimento vero e proprio della Ici non è ancora arrivato. E l'iter sarà lungo, con le gru che restano nel limbo fino a quando non saranno svincolate dal destino giudiziario della ditta. La rimozione del cantiere stradale non arriverà, quindi, entro l'estate come promesso. Cantiere Metro 1 Torino-Rivoli: cosa succede dopo la crisi della ditta Ici È solo l'aspetto che avrà maggiore impatto sui cittadini di Collegno, Grugliasco, Rivoli della questione giudiziaria che ha investito la ditta Ici. E sarà il primo punto su cui Infra.To si concentrerà durante il Cda convocato per venerdì d'urgenza dopo la decisione del tribunale di Roma, ma non l'unico: da risolvere è il destino dell'intera opera. Quali fondi servono per completare i lavori della Metro 1 Quello su cui in Comune le opposizioni chiedono conto all'assessora comunale ai Trasporti Chiara Foglietta. Lei rivendica l'impegno nel tenere vivi i cantieri il più a lungo possibile. E che ancora oggi Infra.To, nelle more dell'affidamento dei futuri lavori, valuterà la possibilità di «completare alcune parti d'opera per consentire agli altri appaltatori di proseguire le attività». Ma molto passa «dall'arrivo di nuovi fondi del governo», ribadisce Foglietta che fa eco all'appello del sindaco Lo Russo. I 30 milioni di euro in più che servono per ri-appaltare gli ultimi lavori (a oggi l'opera è completa all'80%) a un'altra ditta con il prezziario aggiornato rispetto a quello del 2019. E non solo: servono anche oltre 100 milioni di euro per i nuovi treni che serviranno la tratta Bengasi-Rivoli. Le richieste della politica dopo lo stop ai lavori Il capogruppo del Pd Claudio Cerrato per questo chiede al governo «nuovi fondi» e «la nomina di un commissario straordinario che gestisca con poteri adeguati il completamento dei lavori, garantendo tempi certi e continuità del cantiere». Il Pd, poi, sottolinea di «non prendere le risorse da altre opere» contro la linea degli alleati di Avs (Sinistra Ecologista in Comune) e del M5S sulla Tav. Intanto, centrodestra e 5 Stelle incalzano. Liardo (FdI) critica Lo Russo «che dà la colpa a tutti tranne che a se stesso». Russi (M5S) esige «tempi chiari per i commercianti». Ricca della Lega, partito che con Matteo Salvini guida il Ministero dei Trasporti, apre alla «ricerca di soluzioni in tempi celeri». Ma l'ordine del giorno del Pd per chiedere per iscritto i fondi al governo, per ora, non è stato firmato da nessun partito di centrodestra.
Metro 1, la promessa mancata di corso Francia: gru e corsie ridotte a tempo indeterminato
Le strutture vicino alle fermate Collegno Centro e Cascine Vica non sono più necessarie per i lavori, ma il fallimento di Ici – la società che esegue i lavori …












