Inchiesta/3 03 luglio 2026 alle 00:38L’edicolante di viale Diaz ingabbiato dalle transenne: sono disperato

I commercianti di viale Diaz spalancano gli occhi: «Altri due anni di lavori? Sarebbe davvero la morte». L’aggiornamento del cronoprogramma sulla fine dei cantieri della linea 3 della metropolitana leggera non li coglie neanche più di tanto di sorpresa. Ma sconcerto e preoccupazione restano. «Per noi significa tirare la corda e togliere lo sgabello», afferma Giuseppe Conti, edicolante confinato da otto mesi tra le reti di cantiere in piazza Madre Teresa di Calcutta. «A me sta già accadendo». In pratica una condanna a morte.

I tempi

Non contestano la metropolitana, né mettono in discussione l’importanza di un’infrastruttura destinata a cambiare il volto della mobilità cittadina. Quello che chiedono è un’altra cosa: tempi certi, un’organizzazione diversa dei cantieri e soprattutto la possibilità di continuare a lavorare. Perché, spiegano, dopo mesi di transenne, scavi, restringimenti della carreggiata e percorsi pedonali impossibili da raggiungere, «per noi è la fine». È questo il grido d’allarme che arriva dai commercianti di viale Diaz dove il cantiere della metropolitana, lì da quasi due anni ormai, trasforma la zona in un percorso a ostacoli e scoraggia i cagliaritani a frequentare ristoranti e attività produttive della zona.