Inchiesta 01 luglio 2026 alle 00:37Monta la rabbia dei cagliaritani, disagi quotidiani legati al traffico

La linea 3 avanza, ma senza fretta. In via Roma, in viale Diaz, in piazza Matteotti: ovunque, dove c’è un cantiere delle linea 3 Repubblica-Matteotti, i lavori procedono a rilento. Pochi operai, dicono alcuni. I ritrovamenti archeologici, dicono altri. Sullo sfondo, forse, qualche problema con le imprese (smentito categoricamente però da Arst). Risultato: i ritardi sono molto più di una banale percezione dei cagliaritani alle prese da cinque anni (e ne occorreranno almeno altri due) con i disagi legati alla «più folle opera pubblica che sia mai stata progettata e si stia realizzando in Sardegna», tuona l’avvocato e consigliere comunale di CiviCa 2024 Giuseppe Farris.

Lo stato

La metro doveva rappresentare il simbolo della mobilità sostenibile del futuro, ma oggi è soprattutto sinonimo di code interminabili, deviazioni e disagi quotidiani. Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI in consiglio comunale ha documentato in tre diversi momenti di giugno lo stato di avanzamento dei lavori nel tratto finale del cantiere di viale Diaz. «Un avanzamento a singhiozzo», dice. «Ma quello di viale Diaz non è un episodio. È la regola di quest’opera», aggiunge. «Se il committente fosse un privato, con decine di milioni investiti e una linea strategica ferma per oltre mille giorni, a quest’ora sarebbero già saltate molte teste, a partire dai quadri dirigenziali e dal project management. Nel privato esistono penali che si applicano, responsabili che rispondono, appalti che si rescindono. In Arst esiste la proroga», aggiunge.