Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSarà un vertice decisivo quello nella Nato ad Ankara, capitale della Turchia che ospiterà l’evento. I leder dei 32 paesi, alle prese con l’aumento della spesa militare al 5% richiesto dagli Stati Uniti di Donald Trump, martedì e mercoledì saranno chiamati a costruire quella che è stata definita «un’Europa più forte in una Nato più forte» e a convincere dunque il numero uno della Casa Bianca che l’impegno del Vecchio continente per rafforzare il lato Est dell’Alleanza Atlantica è totale.
Le promesse di Trump e la realtà di Rubio
Il tycoon, però, non rinuncia a promettere il ridimensionamento della presenza delle truppe e delle forze degli Usa un po’ ovunque, dalla Spagna, alla Francia, all’Italia, alla Germania, alla Polonia. Anche se dopo l’intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che ha bloccato il piano di rientro delle truppe negli Stati Uniti predisposto dal numero uno del Dipartimento della Guerra, Pete Hegseth, probabilmente le ambizioni isolazioniste del Capo della Casa Bianca saranno ricondotte a una più ragionata de-escalation militare americana in Europa.
Certo è che quanto più si avvicinano le elezioni di midterm, al principio di novembre del 2026, tanto più cresce l’attenzione di Trump per gli umori dei cittadini statunitensi. E quegli umori, in questo momento, non sembrano particolarmente positivi nei confronti di un eventuale disimpegno, sia pure graduale, di Washington dall’Alleanza Atlantica.











