Francesco Ciusa nacque a Nuoro il 2 luglio 1883. Fu uno dei principali scultori italiani della prima metà del Novecento e il primo artista sardo a ottenere un riconoscimento internazionale stabile nel sistema espositivo nazionale. La sua attività si sviluppò tra scultura monumentale, arti decorative, ceramica e produzione grafica. Il suo nome resta legato soprattutto alla scultura La madre dell’ucciso, presentata alla Biennale di Venezia del 1907.

Il padre, Giacomo Ciusa, lavorava come ebanista e intagliatore del legno. L’ambiente familiare ebbe un ruolo diretto nella formazione manuale del giovane Francesco, che imparò presto le tecniche dell’intaglio e della modellazione. Rimasto orfano in giovane età, attraversò un periodo economicamente difficile. Frequentò le scuole a Nuoro mostrando una precoce attitudine per il disegno.

Nella Nuoro di fine Ottocento Ciusa entrò in contatto con l’ambiente culturale locale che aveva come figure centrali lo scrittore Sebastiano Satta e Grazia Deledda. Satta sostenne concretamente la sua formazione artistica, contribuendo all’ottenimento di una borsa di studio che gli permise di trasferirsi a Firenze.

Alla fine degli anni Novanta dell’Ottocento Ciusa si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Studiò sotto la guida di Domenico Trentacoste e frequentò la Scuola Libera del Nudo. Gli anni fiorentini furono decisivi per la definizione della sua tecnica e del suo linguaggio formale. Entrò in contatto con gli ambienti del verismo plastico e con le tendenze simboliste diffuse nell’arte italiana del periodo.